Che NESSUNO disponga di NOI, senza di NOI!

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Di Andrea Venier

«Che NESSUNO disponga di NOI, senza di NOI» è uno degli slogan del Patto per l’Autonomia. Vuol dire che non vogliamo più che in Parlamento si prendano decisioni riguardo la nostra terra sopra le nostre teste, senza la nostra partecipazione. Non vogliamo che la regione sia pedina di scambio nelle trattative fra i partiti italiani. Per questo vi chiediamo di aiutarci a portare in Parlamento per la prima volta nella storia i rappresentanti di un movimento della nostra terra.

Pensiamo solo ai 9 anni che ha dovuto aspettare Sappada per ritornare in Friuli-Venezia Giulia, fra la melina di tutti i partiti italiani di fronte a una decisione popolare che ottenne il 95% dei consensi. Un iter che si sarebbe dovuto avviare in Parlamento dal giorno dopo!

Oppure pensiamo alle candidature per queste elezioni, piovute dall’alto senza tenere conto dei territori. Non so quanto di questa cosa siano stati contenti i miei colleghi dei partiti italiani in regione (molti hanno assicurato fedeltà al partito «nonostante queste decisioni»). Noi del Patto di tutto ciò non siamo contenti, ma preoccupati, preoccupatissimi per chi dovrà tutelare i nostri interessi e proporre le nostre istanze a Roma. E, sinceramente, io penso che la nostra regione sia una di quelle che di più potrebbero dare un apporto virtuoso a tutta l’Italia.

DA DOVE VIENE IL NOSTRO MOTTO Il nostro slogan, che sintetizza questo concetto, viene da lontano. Sopra, ho auspicato che si possa riuscire, col vostro aiuto, a portare in Parlamento un movimento nato dalla nostra terra. Questo a dire la verità è già accaduto una volta nella storia, ma non nel Parlamento italiano: in quello austro-ungarico, quando furono eletti come deputati per il Partito Cattolico Popolare Friulano mons. Luigi Faudutti e l’on. Giuseppe Bugatto, che il 25 Ottobre 1918, poche settimane prima della resa austriaca, chiese il diritto di autodeterminazione per il Friuli concludendo così l’intervento, in friulano: «Se ducj nus bandonin, nus judarìn bessôi. Dio che fedi il rest. No uarìn che NISSUN disponi di nô, sensa di nô».

Vista la conclamata crisi dei partiti italiani, le baruffe e le promesse da mercato del pesce di questi giorni sono a testimoniarlo, e visto che ormai non ci fidiamo più di loro, nus tocjarà judânus di bessôi: portiamo uno di noi in Parlamento a Roma!



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