Habemus Sergio, ma prima io voglio Tullio e Diego in Parlamento

La firma. Clicca per ingrandire / Tuche par slargjâ

Ecco qua la foto, sopra, di quello che attendevano tutti, della sorpresa che vi annuciavo ieri: Sergio Cecotti ha firmato ufficialmente e sarà il candidato per il Patto per l’Autonomia alle Regionali F-VG 2018. Un passo importante, e infatti oggi i giornali ne parlano ampiamente (almeno quelli, la Rai regionale no). E per una volta parlano del Patto. Dico “per una volta” tirando un po’ le orecchie ai colleghi giornalisti perchè ritengo non ci trattino proprio in maniera adeguata: a livello di notiziabilità, che ci sia finalmente un movimento territoriale che si presenta unito sia alle elezioni regionali che politiche è l’UNICA VERA NOVITÀ delle due campagne elettorali.

Già, due campagne: perchè oggi si pone l’accento ’sulla candidatura di Sergio alle Regionali, ma ieri si è parlato anche delle elezioni politiche. Nella possibilità e nell’importanza di eleggere i rappresentanti del Patto in Parlamento io credo sempre più, in maniera assoluta, più va avanti questa deprecabile, miserabile, campagna elettorale. Un matto che come me ci crede fino in fondo è Tullio Avoledo, il nostro candidato all’uninominale per il Senato.

“Candidato all’uninominale” significa che se metterete la croce ’sul nostro simbolo o ’sul ’suo nome, andrà DIRETTAMENTE in Parlamento se avrà UN VOTO in più degli avversari nella circoscrizione. Tranquilli: se vi sembra strano che l’attuale politica permetta la possibilità di votare direttamente la persona, vi dirò che è riservata al 30% degli eletti, gli altri sono nominati attraverso i listini del proporzionale, e in circoscrizioni disegnate apposta per “fâ lâ ’su” chi vogliono loro. Ma è l’unica piccola crepa che il sistema ha lasciato e voi potreste far andare a Roma PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA un rappresentante di un partito territoriale regionale. Oltre ad Avoledo al Senato, potreste eleggere direttamente un ieri emozionatissimo Diego Navarria alla Camera, nell’altra scheda che avrete in mano nella cabina elettorale.

E nella solitudine di questa cabina, voi, come ha invitato Tullio ieri, potreste fare una bella sorpresa ai partiti di Roma e Milano: «ditegli sì, che voterete per loro, e poi METTETE UNA CROCE SUL PATTO PER L’AUTONOMIA, l’unico partito che farà i vostri interessi in Parlamento». Per testimoniare questo impegno, questa voglia di rappresentare veramente e più direttamente le istanze del popolo, dopo un discorso trascinante, Tullio si è inventato un gesto simbolico importante. «Nonostante mio padre mi abbia detto di non inginocchiarmi MAI DI FRONTE A NESSUNO, io mi inginocchio di fronte a voi». Un gesto che non è un’implorazione, è una grande manifestazione di dignità. Idealmente, è invece un alzarsi in piedi per agire e ribellarsi. Quello che potreste fare voi col voto, in quella cabina, da soli con voi stessi.

Tullio Avoledo si impegna a rappresentarvi



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