«Uno vale 100», nella situazione in cui sarà il Parlamento. Se quell’uno sarà del Patto, però!

Da «Bersaglio mobile»

Enrico Mentana, giornalista (anche) politico di lungo corso, sta conducendo una serie di trasmissioni intitolate «Bersaglio mobile» nelle quali fa il punto ’sulla campagna elettorale con una visione laterale, al di là dei duelli gazzarra fra politici. Una serie di trasmissioni da seguire per capire meglio cosa sta accadendo.  Guardate questa puntata di «Bersaglio mobile» del 31 gennaio. Per chi vuole vedersi l’audio, vada al link dal minuto 1:45:15 a 1:45:55, ma se volete evitare pubblicità e caricamenti lenti, ecco quello che dice Mentana, che descrive perfettamente la situazione CHE TUTTI SANNO SI DELINEERÀ al di là delle favole da campagna elettorale:

“Se uno dovesse dire cos’è la politica e la campagna elettorale di oggi: «la navigazione a vista». È letteralmente questo, c’è solo la navigazione a vista: arriviamo alle elezioni, vediamo chi vince, chi prende un po’ più di voti e poi vediamo che ’succede. Io me ne rendo perfettamente conto, e rispetto tutti coloro che hanno deciso di candidarsi e di mettersi in discussione perché so che parteciperanno a una stranissima legislatura un po’ costituente e un po’ ricostituente, nel senso che bisognerà rimettere assieme i cocci ma nes’suno sa ancora come. Non esiste il libretto delle istruzioni e non si sa come fare.”

SAREBBE IMPORTANTISSIMO dunque, in una situazione dove gli equilibri si giocheranno ’su una manciata di voti, avere in Parlamento dei rappresentanti di un MOVIMENTO TERRITORIALE slegato delle logiche dei partiti italiani, perchè il loro voto giocherebbe un ruolo fondamentale. Permetterebbe di salvaguardare gli interessi del nostro territorio mettendolo al riparo da sorprese e sostenendo le ’sue istanze. E non sarebbe solo una scelta egoistica, ma anche in un’ottica di «servizio al Paese»: riportare l’agenda politica verso gli interessi dei territori significa stoppare la deriva centralistica sempre più in voga in Italia. Deriva ben rappresentata dal TENTATIVO ACCENTRATORE portato avanti tramite gli ultimi Referendum ai quali gli italiani hanno detto NO, un NO che in Regione ha avuto il contributo fondamentale del movimento «Sono speciale, voto NO» dal quale poi è nato il Patto per l’Autonomia.

Quello per il Patto è l’UNICO VOTO UTILE in questo momento per un cittadino del Friuli-Venezia Giulia.

 



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